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Editoriali : Non avere paura, apriti agli altri, apriti ai diritti
Inviato da Anonimi su 29/5/2009 12:46:54 (232 letture)

Non avere paura, apriti agli altri, apriti ai diritti

Per quanto i cantori nostrani delle “magnifiche sorti e progressive” del nostro sistema di vita, a libro paga di questo o quel potere economico e/o mediatico, si sforzino in ogni modo di raccontarsela e raccontarcela che “tutto va a gonfie vele”, ognuna/o di noi avrà avuto modo di imbattersi nei chiari segni della pesante crisi economica che è implosa nel sistema della globalizzazione neoliberale dagli ultimi mesi del 2008. Noi nel nostro piccolo quotidiano ce ne siamo accorti -e pensiamo anche altri -dall’aumento impressionante del numero di adulti, uomini in particolare, che accompagnano i figli piccoli a scuola e passeggiano per Rosate nelle mattinate infrasettimanali, un tempo orario di lavoro, piuttosto che dai racconti dei nostri figli, che riferiscono di genitori dei loro compagni di scuola da settimane o mesi in cassa integrazione (e quando sono 3 su 5 non è solo un’innocente casualità). Non è difficile intuire che non si tratta solo di una crisi economica, una delle tante cicliche a cui il capitalismo ci ha abituato nei decenni e da cui, moderna araba fenice, è solitamente risorto più tremendo di prima. Anche se autorevoli osservatori sostengono che si tratti principalmente di una redistribuzione di poteri e di un pesantissimo riaggiustamento strutturale delle forme e delle politiche del lavoro all’interno dell’ancora ben solido sistema economico globalizzato, intuiamo -e qualcuno ce lo sta raccontando meglio di altri -, che questa crisi è rivelatrice e paradigma di una crisi antropologica, di civiltà. Siamo arrivati al capolinea, o quanto meno ad un passaggio epocale, di molte questioni cruciali che si sono accelerate ed amplificate nel “secolo breve”: la crisi del lavoro tradizionale, i castelli di carta della finanziarizzazione dell’economia e della vita, lo sfruttamento folle delle risorse naturali e lo stallo possibile a breve del Sistema Terra. E’ un peccato -e francamente ci sconcerta -che al Pensiero Unico che ci ha portati fin qui non si riescano nemmeno ad immaginare alternative e si continui a proporre, anche da parte di chi dovrebbe cercare altro e altrove (pensiamo a ciò che rimane delle idee e delle pratiche delle “sinistre”, piuttosto che al sindacato), soluzioni figlie di questo stesso pensiero unico: “bisogna rilanciare i consumi” (sic !) è il massimo che abbiamo sentito balbettare da timidissimi oppositori (di chi e di che cosa, scusate ?) della grancassa mediatica che continua a reclamizzare il nostro bel “paese dei balocchi”, tutta impegnata a ballare e divertirsi mentre ci stiamo schiantando contro l’iceberg. Ma non solo: abbiamo tutti sotto gli occhi i frutti sempre più avvelenati ed avvelenanti di questa condizione di generale paura e profonda insicurezza nei confronti dell’oggi e del futuro, in cui siamo da tempo piombati nelle nostre società ricche o ex-ricche. E’ infatti anche e soprattutto da questa situazione di radicale incertezza che nasce e cresce la paura dell’altro, ad arte potenziata da una ammorbante campagna mediatica che ha soffiato e soffia sulla percezione dell’insicurezza per amplificare una tendenza politica chiaramente autoritaria e razzista. L’attentatore alla nostra sicurezza -tuonano da ogni megafono possibile (TV, radio, giornali) -, è l’altro, ed in particolare il diverso da noi per antonomasia, vale a dire lo straniero (povero, ovviamente !), il barbone, la prostituta, il tossico dell’immaginario tradizionale. E’ lui il nemico esterno, novello capro espiatorio, contro cui ricompattare la nostra identità, profondamente in crisi, di privilegiati abitanti dell’Occidente sviluppato. Poco importa se i reati contro il patrimonio e i delitti contro le persone sono da anni in costante diminuzione in Italia; poco importa se la maggior parte delle violenze su donne a bambini avvengono tra le sante mura domestiche di italiani DOC da generazioni. Sono i fatti di cronaca nera -assolutamente da condannare, sia chiaro -che vedono come protagonisti i “diversi da noi” ad occupare la parte principale dei telegiornali e a mettere in secondo piano, in obbedienza ad un chiaro disegno manipolatorio, i più gravi problemi che attanagliano le famiglie italiane. Per cercare di porre un argine al montare di questo ormai diffuso rigurgito di razzismo e xenofobia e riaffermare la positività del nostro presente e futuro di “società multietnica”, alcuni mesi fa è stata lanciata da un cartello ampio e variegato di realtà che operano in campo sociale, tra cui anche il CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza) di cui facciamo parte, la campagna nazionale “Non aver paura. Apriti agli altri, apri ai diritti” (www.nonaverpaura.org). A questa importante iniziativa, che vuole portare alla consegna di tante firme di sostegno al Presidente della Repubblica durante la Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dall’ONU il 20 giugno, abbiamo dato il nostro appoggio e daremo a tutti la possibilità di sottoscriverne l’appello durante le iniziative di questa nostra festa, che abbiamo volutamente titolato con lo slogan della campagna.

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